Louise Bourgeois a Capodimonte

"Louise Bourgeois per Capodimonte" Napoli - Museo di Capodimonte 18 ottobre 2008 - 11 gennaio 2009 Per la prima volta in Italia, verrà inaugurata a Napoli, nel Museo di Capodimonte, un'esposizione che include le opere eseguite lungo l'arco di tutta l'attività di Louise Bourgeois. L'artista - divenuta negli ultimi decenni una icona della modernità - presenta un insieme di lavori che segnano il percorso della sua produzione artistica dal secolo scorso fino ai nostri giorni, in una consapevole riflessione che coniuga la poetica e gli assunti individuali con il dettato linguistico delle avanguardie artistiche contemporanee.
Nata a Parigi nel 1911, si trasferisce col marito Robert Goldwater nel 1938 a New York, dove vive e dove ha avuto modo di iniziare la sua carriera artistica vera e propria, spaziando, con la sua vastissima produzione, nell'uso di tecniche diverse, ma sempre specialmente rivolta alla creazione di forme scultoree. La scultura coinvolge il corpo e quindi ha il potere di esorcizzare i demoni; è come definita la traccia della sua ricerca sempre tesa a scandagliare i traumi, le paure, le sofferenze. Le prime emozioni della sua infanzia in Francia sono trasferite nell'oggettività di grandi e piccole sculture attraverso un'ampia varietà di materiali dalla compattezza del marmo, al soffice dei tessuti e materiali sintetici.
L'esposizione a Capodimonte comprende circa sessanta opere, incluse due nuove installazioni della celebre serie delle Cells, mai esposte prima. Le opere saranno collocate lungo il percorso del museo e nei nuovi spazi espositivi aperti di recente, in un dialogo con i dipinti e gli oggetti delle antiche e prestigiose collezioni permanenti del Museo di Capodimonte, a testimonianza, ancora una volta, della grande attenzione che la Soprintendenza e il suo più celebre Museo hanno da tempo riservato all'arte contemporanea. Nella Sala Causa saranno esposte, varie sculture sospese (hanging sculptures), in tecnica mista, realizzate dagli anni '60 ad oggi, tra cui il famoso Arch of Histerya (1993); nel cortile centrale della Reggia la grande Maman (1999) accoglierà, con l'inquietante altezza di oltre nove metri i visitatori, mentre, Crouching Spider (2003), occuperà lo spazio centrale della Sala degli Arazzi d'Avalos. La cell, Peaux De Lapins, Chiffons Ferrailles A' Vendre, è lo scrigno delle sue dolorose ossessioni e sarà allestita - per la prima volta - in una delle sale della pittura del Seicento napoletano, accanto alle due versione dell' Apollo e Marsia, realizzate da Jusepe de Ribera e da Luca Giordano.
Nella grande sala dedicata a Luca Giordano, sarà esposta -anch'essa per la prima volta - la cell The last Climb, che rappresenta lo scorrere del tempo ed il percorso della vita. Una preziosa raccolta di lavori di piccola dimensione troverà una degna cornice nelle vetrine della Wunderkammer, al 'piano nobile' del Museo, in un affascinante confronto con i preziosi manufatti dell'antica e celebre raccolta di Casa Farnese. L'esposizione intende testimoniare, inoltre, la molteplicità di tecniche, materiali e soluzioni che l'artista utilizza, compresa la grafica più recente. In conclusione, un 'omaggio' più che dovuto a una delle personalità più rilevanti e significative del panorama dell'arte contemporanea.


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