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Il Tema. Più o meno è
un tema che tutti gli artisti prima o poi hanno trattato e trattano, chi
più metaforicamente, chi esplicitamente.
In ciò non c’è niente di pruriginoso. E’ un tema come un altro, che più
ne fai mistero, più diventa morboso. In fondo, è un tema che tratta dei
piaceri della carne che tanto giovano allo spirito, come il dormire, il
mangiare, il bere, il defecare (Piero Manzoni: “Merda d’artista”,
“ghiotto boccone” di collezionisti e dei maggiori musei del mondo), il
sesso, che credo sia il maggiore fra questi piaceri che tutti, uomini e
donne, esercitano nelle più svariate forme, o si ingegnano ad
esercitarli con la fantasia.
Gli occidentali ne hanno fatto un tabù, gli orientali un trattato.
Lo Stile. E’ il mio, ma poi non lo so neanche se ho uno stile, ho
piuttosto una personalità che è il mio stile. Forse faccio “Esercizi di
stile”. Forse seguo lo stile di Picasso (il mio punto di riferimento)
non nella forma, ma nel metodo: conoscere a fondo le regole, e avere
predisposizione a seguirle, per trasgredirle, che è come conoscere a
fondo le cose per poterle spiegare agli altri con parole proprie.
Nella forma si tratta di 58 disegni, tutti della stessa dimensione, per
la maggior parte su fondo nero, forse per suggestive reminiscenze
teatrali: far emergere dal buio forme e segni fortemente illuminati con
colori vividi e vivaci e a volte un po’ misteriosi; forse un po’ per
suggestioni caravaggesche; forse perché volevo fare delle immagini
piacevoli ed accattivanti con un po’ di trucchi del mestiere. In fondo
sono un barocco.
Perché alcune tauromachie, il toro di Picasso con l’occhio azzurro? …
Beh … è un gioco metaforico tra le mie preferenze artistiche e il fatto
che io sia del segno del Toro e … ho gli occhi azzurri. Humana vanitas.
La tecnica. Sì, ho anch’io le mie fisime sulla scelta dei materiali,
sugli attrezzi da adoperare, ecc. Ma non mi precludo nessuna
possibilità. La tecnica non è espressiva di per sé, è solo un mezzo
inanimato, è uno strumento di lavoro, è il tampone che serve per mettere
la tua impronta: una matita, una penna, uno stecco imbevuto di china, un
pennarello, una punta di metallo per graffiare un altro metallo … In
questi disegni ho adoperato una tecnica strettamente digitale: ho
disegnato col mouse ed ho stampato in tiratura originale in fotografico
e poi ho firmato per autentica.
E se il risultato è scadente non è colpa del mouse.
Tony Stefanucci
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