Aulo PEDICINI

AULO PEDICINI A CASTEL NUOVO

di Clorinda Irace

 

Visitare una mostra ed “attraversare” una vita, una storia…non sempre accade ma quando succede è evidente che ci si trova dinanzi ad un autore che ha molto da raccontare. Come Aulo Pedicini, artista napoletano (le origini beneventane sono solo un dato biografico, l’artista è stato sempre fortemente radicato nella realtà napoletana) che presenta per il Maggio dei Monumenti una grossa mostra antologica al Castel Nuovo. Oltre centocinquanta le opere in mostra tra scultura, grafica, pittura ed installazioni a testimonianza di una vita dedicata, con convinzione, all’arte. Si comincia dagli Anni Sessanta, quando l’artista, terminata l’Accademia di Belle Arti, cominciò un percorso di impegno in cui l’arte era affiancata dalla passione politica, dalla poesia, dalla voglia di contestare un mondo che andava cambiato. E Pedicini si espresse senza mezzi termini, partecipando con successo ad esposizioni di importanza nazionale, suscitando addirittura scandalo (una sua opera subì una sorta di processo ben documentato nella mostra dagli articoli che riportano l’appassionata difesa di Raffaello Causa) e contribuendo a scrivere una pagina della storia dell’arte napoletana con la sua opera e con la sua attività. La mostra documenta l’impegno delle performance al manicomio, la collaborazione con poeti del calibro di Sanguineti con cui l’artista ha realizzato una cartella di incisioni, l’arte della contestazione priva di colori e ricca di segni inquietanti, l’amore per una scultura capace di riprodurre i pensieri e le aspirazioni dell’artista, l’amore lungo una vita per la moglie Mena, sempre al suo fianco con discrezione e partecipazione.

Le ultime opere, cui è stata riservata una saletta con vista mare, ci mostrano una pittura graffiante, ricca di colore ma anche di immagini inquietanti come un teschio che, ironicamente, fa capolino e sembra insidiare le bellezze muliebri raffigurate. Notevole anche un richiamo, colto ed affascinante, all’arte del passato che Pedicini cita con discrezione: una pennellata di rosso pompeiano, un volto nello stile dei vasi a figure nere: “il riferimento, dice egli stesso, è il Museo Archeologico Nazionale, a due passi da casa mia, dove visitatori si affollano per ammirare il gabinetto segreto”. Una mostra interessante, da non perdere!

 

 

CASTEL NUOVO

Sala Carlo V - Sala della Loggia

 Napoli 26 aprile 01 giugno 2007


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