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foto di Nando
Calabrese
Reale Arciconfraternita di San Vitale
in Santa Marta
"Chiesa di Santa Marta"
Via S.Sebastiano - Napoli
Sul fine della Via S.Sebastiano vi è la chiesa di Santa Marta.
Margherita di Durazzo, madre di Ladislao, nel secolo XIV eresse questa
Chiesa, con architettura di Andrea Ciccone e vi aggregò una
Confraternita di nobili napoletani, i quali segnavano il nome e lo
stemma in un libro in pergamena"attualmente presso l'archivio di Stato
di Napoli".
POi vi fu sostituita la Congrega dei ricamatori, ma nei tumulti di
Masaniello (1647) saccheggiato ed incendiato il tempio, molti monumenti
perirono, e andò in cenere il quadro di S.Lazzaro di Cesare Turco quello
della Vergine di Bartolomeo Guelfo di Pistoia, nonché i ritratti della
Regina Margherita e Ladislao.
Dopo l'incendio il Principe della Rocca, cardinale Filomarino, in parte
con i propri fondi ed in parte con i fondi dell'Arciconfraternita e di
alcuni benefattori, lo ricostruì.
Nel 1715 si ebbe un nuovo restauro ed un altro ancora nel 1800,
dopodiché niente resta dell'antico, tranne la sola porta. La Chiesa
venne ufficiata dalla Congrega dei servitori. Sull'altare maggiore: il
quadro di Santa Marta è una pittura cominciata da Andrea Vaccaro e
finita da suo figlio Nicola; nella cappella, la Vergine con S.Antonio e
il Calvario sono della stessa scuola di Massimo Stanzione; la Vergine
con i Santi Giuseppe e Gennaro, è di Ferdinando Sanfelice; la nascita
della Vergine di Salvatore Giusti; S.Luca è di scuola napoletana del
1651; il quadro piccolo della Vergine con il Bambino è di Pacecco De
Rosa.
Attualmente la Chiesa è retta dall'Arciconfraternita di S.Vitale in
Santa Marta, il cui governo in carica ha curato il restauro con i pochi
fondi a sua disposizione e con enormi sacrifici, per ridare l'antico
splendore a questo tempio.
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